Il punto sull’Osservatorio immigrazione per il sud

L’Italia e l’Europa, negli ultimi decenni, sono state caratterizzata da un massiccio fenomeno di immigrazione.

Una interessante approfondimento è quello che propone il portale jobinup.it sul rapporto immigrazione-occupazione, in una pagina dedicata proprio ai flussi migratori e a quanto accade, nel panorama del lavoro conseguentemente alla forte presenza di immigrati in Italia. ( Articolo )

Etnie diverse, nazionalità differenti, europee ed extraeuropee hanno transitato e continuano a transitare nel nostro Paese, arricchendo con la loro presenza la cultura, l’agire, il sentire nazionale ma, anche, mostrandone i limiti e le potenzialità economiche e di welfare e modificandone le relazioni sociali.
Abbiamo quindi voluto puntare la nostra attenzione su tutto l’universo che gravita intorno al fenomeno dell’immigrazione offrendo spunti, ricerche, dati, novità, curiosità e tendenze per analizzare e comprendere meglio perché e come nel corso degli anni, soprattutto le sei Regioni del Mezzogiorno ( Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia) sono state interessate dalla presenza massiccia di popolazioni migranti (transitorie e mobili) e come, questi eventi, abbiano modificato processi socio-economici e meccanismi politico-istituzionali e influito sulla determinazione del lavoro, dell’occupazione e, della crescita, all’interno di un mercato del lavoro nazionale frammentato e in continua ricerca di identità e definizione.

Arriva dall’Italia la proposta Migration Compact, per gestire il flusso dei migranti

Con l’arrivo dell’Estate si rafforzano gli sbarchi e diventa sempre più urgente la necessità di definire metodi e norme per gestire il flusso. L’Italia ci prova a trovare una soluzione, con il Migration Compact (patto sulla  migrazione).
Vedi anche l’evento formativo sul rapporto degli Immigrati con la giurisprudenza italiana.  a cura del sito Carceri Emilia Romagna.

Una proposta presentata all’Unione Europea per regolamentare i rapporti con i paesi di origine dei migranti, in particolar modo con i paesi africani, da cui arrivano grossi flussi migratori diretti al Sud Italia (ed Europa). Il documento, non ufficiale, mira a stimolare il dibattito e a definire un “equo grande accordo”, secondo il quale l’UE potrebbe offrire progetti di investimento e bond euro-africani per permettere ai Paesi terzi di finanziarsi a tassi molto bassi. Questo faciliterebbe inoltre una maggiore cooperazione nel controllo delle frontiere e delle dogane e gestione di “migranti e rifugiati in linea con gli standard internazionali”. Continua a leggere Arriva dall’Italia la proposta Migration Compact, per gestire il flusso dei migranti

Gli immigrati e l’integrazione nel mercato del lavoro in Italia

In Italia i flussi migratori sono diventati una questione sociale sempre più attuale, sempre più urgente, che lentamente modifica l’assetto della società e di tutto ciò che costituisce la società, non sfugge quindi, da questi fenomeni, il mercato del lavoro. E se all’inizio del fenomeno, come ricorda la pubblicazione OECD (2014), Lavoro per gli immigrati: L’integrazione nel mercato del lavoro in Italia “la migrazione era costituita prevalentemente da lavoratori poco qualificati e sottopagati”, nel corso del tempo i tassi di occupazione degli immigrati sono diventati superiori a quelli che interessano gli Italiani, sempre in relazione ai bassi tassi assoluti del paese. In seguito alla crisi, però, che ha colpito duramente i settori di impiego dei migranti (industria manifatturiera ed edilizia, servizi assistenziali,  ecc) ha portato ad una mancata rapida integrazione, e ad una mancanza di qualifiche che mette a rischio la loro possibilità di occupazione. Altra carenza, che mina la totale integrazione è la mancanza  di adeguata formazione linguistica, oltre che uno zoppicante sistema dei permessi, che consente solo alla metà degli immigrati extracomunitari uno status temporaneo prolungato e precario, mentre il resto deve “affrontare un lungo cammino verso la naturalizzazione”.

Sempre secondo la pubblicazione, l’integrazione nel mercato del lavoro italiano dipende molto dalla regione di arrivo dell’immigrato: il nord offre maggiori opportunità per il sud, ma nel sud si trovano più occasioni, sebbene l’immigrato venga sottopagato. La divisione di responsabilità per lo sviluppo di politiche adeguate, che mette in campo autorità a livello nazionale, regionale, provinciale e locale, sistema terziario, inoltre, blocca molte volte l’attuazione delle politiche. Tuttavia, esiste un mondo altro, fatto di associazioni, fondazioni, strutture di volontariato, che opera quotidianamente cercando di fare da collante e di mettere in atto pratiche adeguate che, concretamente, aiutano gli immigrati nel percorso di integrazione. Ricordiamo, ad esempio, la recente l ’iniziativa Bologna Cares, che mira ad impegnare i rifugiati come giornalisti, per permettere loro di raccontare esperienze, volti, storie di immigrazione e stimolare un dibattito basato sullo scambio e sulla conoscenza.

La ricchezza dell’Italia sostenuta dagli stranieri.

Pochi ci pensano, eppure, la fasce più deboli della società sono legate da fili che sembrano irreali. Chi lo avrebbe mai detto, infatti, che i ‘nostri’anziani, ricevono la loro pensione anche grazie al lavoro degli immigrati? E che, di conseguenza, anche i giovani italiani, spesso sostenuti dalle proprie famiglie di origine, dalle pensioni di nonni e genitori, devono il loro aiuto agli immigrati che regolarmente lavorano e pagano le tasse? Eppure, a parlare sono i dati (Rapporto 2015 sull’economia dell’immigrazione della Fondazione Leone Moressa le pensioni di ben 620 mila pensionati deriva da quanto hanno versato lavoratori stranieri in contributi previdenziali (10,29 miliardi di euro nel 2013). Continua a leggere La ricchezza dell’Italia sostenuta dagli stranieri.

Rete a Sud: come affrontare i bisogni dell’immigrazione.

L’integrazione dei cittadini nelle regioni del Sud Italia: utopia o possibilità? Il progetto Rete a Sud, nel corso del workshop dedicato, che si terrà a Palermo il 28 aprile 2016, alle ore 10.00, presso l’USR CISL Sicilia, Piazza Castelnuovo , 35, intende fornire tutti gli strumenti per meglio comprendere un fenomeno che preme sempre più nella gestione quotidiana delle società contemporanee del sud. Continua a leggere Rete a Sud: come affrontare i bisogni dell’immigrazione.

Il Sindaco di Riace e la sua idea di accoglienza

Il Sud accoglie. Da sempre. Forse per quella sua vicinanza al mare, che rende tutti un po’ più esposti ai venti del destino. Il Sud Italia, attualmente, è quello che sta pagando il maggior prezzo, nel problema dell’Immigrazione. Il Sud però trova anche soluzioni: a ricordarcelo, una rivista americana che pone il Sindaco di Riace,(RC)  Mimmo Lucano, al 40/mo posto tra i Leader più influenti al mondo per il suo impegno nel sostegno degli Immigrati.

Già, perché a Riace gli Immigrati trovano casa, vita, dignità. Non un freddo centro di accoglienza, non fili spinati e sbarre. Riace conta in tutto circa 2 mila abitanti ma un quarto di loro, circa 400, roviene dall’Afghanistan, dal Senegal,  dal Kurdistan, da  teatri di battaglie e persecuzioni: è nato in terre di guerra, ha attraversato il mare, ha rischiato la vita, ha raggiunto la Calabria, ha raggiunto Riace, un paesino che stava perdendo la sua popolazione, a causa di un’altra migrazione: quella dei Calabresi verso il nord.

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