Gli immigrati e l’integrazione nel mercato del lavoro in Italia

In Italia i flussi migratori sono diventati una questione sociale sempre più attuale, sempre più urgente, che lentamente modifica l’assetto della società e di tutto ciò che costituisce la società, non sfugge quindi, da questi fenomeni, il mercato del lavoro. E se all’inizio del fenomeno, come ricorda la pubblicazione OECD (2014), Lavoro per gli immigrati: L’integrazione nel mercato del lavoro in Italia “la migrazione era costituita prevalentemente da lavoratori poco qualificati e sottopagati”, nel corso del tempo i tassi di occupazione degli immigrati sono diventati superiori a quelli che interessano gli Italiani, sempre in relazione ai bassi tassi assoluti del paese. In seguito alla crisi, però, che ha colpito duramente i settori di impiego dei migranti (industria manifatturiera ed edilizia, servizi assistenziali,  ecc) ha portato ad una mancata rapida integrazione, e ad una mancanza di qualifiche che mette a rischio la loro possibilità di occupazione. Altra carenza, che mina la totale integrazione è la mancanza  di adeguata formazione linguistica, oltre che uno zoppicante sistema dei permessi, che consente solo alla metà degli immigrati extracomunitari uno status temporaneo prolungato e precario, mentre il resto deve “affrontare un lungo cammino verso la naturalizzazione”.

Sempre secondo la pubblicazione, l’integrazione nel mercato del lavoro italiano dipende molto dalla regione di arrivo dell’immigrato: il nord offre maggiori opportunità per il sud, ma nel sud si trovano più occasioni, sebbene l’immigrato venga sottopagato. La divisione di responsabilità per lo sviluppo di politiche adeguate, che mette in campo autorità a livello nazionale, regionale, provinciale e locale, sistema terziario, inoltre, blocca molte volte l’attuazione delle politiche. Tuttavia, esiste un mondo altro, fatto di associazioni, fondazioni, strutture di volontariato, che opera quotidianamente cercando di fare da collante e di mettere in atto pratiche adeguate che, concretamente, aiutano gli immigrati nel percorso di integrazione. Ricordiamo, ad esempio, la recente l ’iniziativa Bologna Cares, che mira ad impegnare i rifugiati come giornalisti, per permettere loro di raccontare esperienze, volti, storie di immigrazione e stimolare un dibattito basato sullo scambio e sulla conoscenza.

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